-Sproloqui semiosici-

22/07/2006

Feed, blog, orpelli vari

Si parla, riparla di cosa diventerà il blog domani. Io lo leggo oggi su: Kurai, Spinoza.it, Marlenek's (d)blog, Alberto Mucignat e dico giusto due accaldate parole...

In breve si parte dal ragionamento di Chris Pearson secondo il quale la struttura cronologica inversa del blog non rivesta più il ruolo chiave cui siamo abituati una volta che i feed rss siano diventati di uso comune. Da qui l’idea di mettere in evidenza i contenuti più interessanti, lasciando da parte l’aspetto prettamente cronologico e grafico del blog. Privilegiare la semantica e i contenuti rispetto alla classica visione su browser e alla grafica?

Credo che un eventuale ragionamento su questo punto debba partire da una riflessione primaria sul blog stesso, ovvero cosa rappresenta un blog. Un accumulo di idee legate in maniera temporale? O forse semantica? O entrambe? Un diario personale? Una discussione allungata e aperta?

Personalmente non sono troppo legato all’idea del blog con i dieci ultimi post nella pagina, il blogroll enorme e lungo al fianco e lo stretto e scomodo ordine cronologico per archiviare i post in basso. Ma cosa cercare di modificare e in quale prospettiva? Quali sarebbero oltretutto gli effetti più facilmente prevedibili, quali quelli a lungo termine?

La struttura attuale del blog a mio parere è tutt’altro che definitiva, è tutt’altro che codificata proprio perché il blog non è altro che l’espressione tecnologica più facile ed immediata per rappresentare su browser grafico una discussione in rete su un tempo diluito. Il successo che ha ottenuto deriva da questa facilità di rappresentazione e da un’altrettanto facile ricerca dei contenuti passati. L’arrivo dei feed rss ha un poco modificato le cose, portando molti di noi a frequentare meno la pagina web e molto di più appositi software che “leggono” per noi, ripresentandoci i documenti direttamente offline.

Il grande limite dei feed è la loro mancanza di memoria storica, intendendo con questo che essi non sono progettati al fine di archiviare dei dati, quanto di avvertire sulle novità. Siccome nella mia ottica la stratificazione temporale dei post pubblicati è alla base del processo sociale legato ai blog, non posso vedere con favore l’idea che il blog diventi  un orpello dei feed stessi perché andremmo a perdere una delle fondamentali ragioni di esistenza di questo multimedia collettivo.

Come proporre quindi il blog di domani?
La mia visione tende ad avere blog e feed ancora affiancati, in posizione paritaria tra loro. I feed avrebbero sempre la loro funzione di aggiornamento sulle novità, ma senza la pretesa di sostituire la pagina html.
Al contempo modificherei la struttura della pagina web ospitante il blog con le seguenti modifiche:
1.    Riduzione del numero di post visibili in homepage
2.    Aggiunta di una modalità automatica di ricerca non solamente temporale
3.    Classificazione visibile e strutturata in categorie ad albero
4.    Post simili incolonnati a lato
5.    Post di maggior attenzione incolonnati a lato
6.    Modifica del blogroll

In seguito a questi punti che provvederò ora a spiegare più analiticamente il blog diventerebbe davvero quello per cui credo esso sia destinato; una piattaforma di discussione e di gestione dati dai grandi risvolti sociali. Più simile allora ad una corretta rappresentazione delle personalità che essa esprime di quanto non possa succedere oggi attraverso la nostra gestione del diario online in cui pubblichiamo quotidianamente o quasi i nostri sproloqui più svariati.

1.    Riduzione dei post visibili in homepage: scelta giustificabile per ridurre lo scrolling della pagina, per diminuire il peso della stessa ai fini della massima accessibilità web. Credo sia molto raro infatti che qualcuno scorra più di due, tre post durante una visita browser. Riducendo (ad esempio a 3) il numero di post si concentra l’attenzione sulle ultime discussioni e sulle novità, rendendo la navigazione più agevole. Il collegamento con i post precedenti e con l’intero sviluppo del blog sarebbe assicurato dai punti dal 2 al 6

2.    Aggiunta in homepage di una modalità di ricerca automatica dei dati, quindi di un classico motore di ricerca. Questo permetterebbe di sfruttare la banca dati che il nostro blog rappresenta obbligatoriamente dopo un certo tempo al di là del motivo per cui eravamo finiti sulla pagina stessa. Esempio lampante potrebbe essere una ricerca sull’ultimo libro di Baricco. Finisco su un blog letterario che mi pare valido e dopo aver letto gli ultimi post sul Baricco mi incuriosisco e cerco se sono stati già pubblicati post su un altro scrittore come Christian Raimo. Curiosità e cultura a portata di mouse.

3.    Aggiunta in hompage di una tabella che contenga un numero ridotto di categorie in cui i post pubblicati sono stati divisi dall’autore. Le categorie sarebbero interconnesse tra loro e costituite ad albero dalle più generali alle più specifiche. Questo permetterebbe agli autori del blog di costruire un proprio personale universo di senso che chiunque altro potrebbe seguire. Inoltre si creerebbero dal basso le premesse per una ricerca semantica dei dati presenti in rete.

4.    aggiunta nelle colonne laterali dei post simili già pubblicati sul blog o su altri blog. Come alcuni stanno già facendo questa soluzione permette di meglio contestualizzare le nostre pubblicazioni, aumentando l’attenzione del lettore e facilitandogli un eventuale lavoro di ricerca.

5.    aggiunta nelle colonne alterali dei post che stanno suscitando maggiore attenzione in termini di visite e commenti. Il fine è lo stesso delle modifiche precedenti, aumentare l’attenzione sulle discussioni più accese. Il problema sarebbe il calcolo di un algoritmo valido che permetta di dare il giusto peso alle visite ed ai commenti, oltre alla necessità di calcolare entrambi (scontata per quanto riguarda i commenti, non tale su molte piattaforme per le visite)

6.    Propongo come ultima cosa una profonda modifica del blogroll che allo stato attuale mi sembra più essere una lista di amici e conoscenti che un valido strumento per consigliare ai visitatori blog che crediamo siano interessanti. La modifica che propongo è quella di legare il blogroll alla categoria più generica nella quale il post è inserito. In un blog che vede come categorie – Fisica nucleare – Blogging – Politica – Media – il link al blog di un fisico per noi molto bravo comparirebbe solo nel primo caso e così via. Dare quindi una primaria infarinatura di valore semantico anche al blogrolling, rendendolo un effettivo e utile consiglio per i visitatori piuttosto che un link statico degno di ben poca attenzione in gran parte dei casi. Questa modifica ci permetterebbe oltretutto di gestire una lista di link che in molti casi è divenuta troppo lunga per essere affrontata, una divisione per categorie potrebbe essere già un buon punto di partenza.

Detto questo, nel caldo delle sei del sabato sera mi ritiro senza troppa voglia di rileggere il tutto. Ci tornerò di qui a qualche ora. Buona serata a tutti.

Update 23/07 Il link che rimandava al post di Mucignat era errato ed ora è stato corretto. Ringrazio Gattostanco per la segnalazione e ne approfitto per ringraziarlo anche per la discussione degli ultimi giorni.

scritto da: Fasttrack alle ore 18:02 | link | commenti (3)
categorie: blog, internet, blogosfera, tag , ipotesi, folksonomy, categorizazione, tagging
21/02/2006

Tags o dell'irriducibilità della lingua

Interessante discussione sui risultati e sulle prospettive future del sistema delle tag. Via Kurai segnalo il post di Emanuele Quintarelli che propone un nuovo sistema di classificazione che  parta da alcune macroaree e sia poi gestito dai singoli utenti secondo un sistema derivato dal linking del modello wiki.

Tutto questo al fine di migliorare i risultati delle ricerche che sono sempre meno indirizzati proprio per via del recente successo del tagging stesso.
Invece di lasciare la scelta della parole chiave in base alla semplice costruzione mentale di chi ha costruito il posto si partirebbe piuttosto da poche macroaree per seguire poi una navigazione interna individuale e decisa dal basso, dagli utenti. Le parole con significati plurimi sarebbero presenti in più punti di questa struttura gerarchica, permettendo quindi la creazione di una strutturazione voluta e creata dagli utenti stessi nel corso della loro navigazione.

Alcuni appunti alla proposta:

  • Il nuovo sistema richiede uno sforzo intellettivo maggiore rispetto al precedente. Se proprio la semplicità estrema è alla base del successo delle tag attuali, quale potrebbe essere il futuro di una innovazione come questa? Quale percentuale degli utenti potrebbe parteciparvi? E soprattutto, quali potrebbero essere gli accorgimenti per rendere l'utilizzo il più semplice possibile?
  • Come gestire ed organizzare lo spostamento delle tag da parte degli utenti? Per riprendere un esempio usato nel post di partenza da Emanuele, come sapere se la Venezia di cui si parla è la città italiana, quella negli Usa oppure se ci si riferiva solamente al vecchio videogioco online? Come sapere più che altro che qualcuno non abbia arbitrariamente inteso la parola in un senso non utilizzato dai più? E in base a cosa sostenere che questo non sia corretto all'interno di una lingua in continua mutazione? Lo spostamento o la copia delle tag, non rischiano a lungo andare di rendere di nuovo la navigazione difficoltosa, soprattutto quando si andrà a parlare di argomenti controversi o ambigui?
  • Una terza osservazione, prettamente di stampo semiotico. Come gestire la conoscenza a livello linguistico quando non è possibile un'effettiva traduttibilità dei significati? Mi spiego meglio: da una lingua all'altra non esiste possibilità di traduttibilità piena perchè le lingue segmentano il reale in maniera arbitraria, mettendo in relazione dei segni convenzionali con dei significati sociali determinati da un'epoca e da una cultura. La proposta di Emanuele si sviluppa a livello esclusivamente linguistico, ma non conta il fattore linguistico della rete. Essa ha infatti una lingua dominante, l'inglese e ovviamente le tag che finirebbero per avere maggiore rilevanza, sarebbero quelle di questo sistema. Ma non essendo questo un sistema compatibile in toto con la nostra lingua ad esempio, non rischieremmo di avere il sistema stesso falsato per gli utenti italiani del web?  Una segmentazione separata non convince perchè sarebbe una ghettizzazione e una limitazione della conoscenza ai soli parlanti una determinata lingua, ma un sistema come quello sopra proposto produrrebbe una gerarchia non compatibile con le nostre categorie. Dato che questa è una differenza irriducibile delle lingue, come cercare di procedere per minimizzare l'effetto?
L'idea resta comunque molto interessante e meritevole di essere sviluppata.

Cose a caso: molto affascinanti (Forse).

Chi sono

Utente: Fasttrack
Nome: Simone Morgagni
Odio scrivere in quattro righe chi sono, come se gli esseri umani e le passioni fossero fatte per essere rinchiuse tra le sbarre di un linguaggio. So così poco di me che non pretenderete mica venga anche a dirvelo senza pensarci, no? Con il dialogo, il dedicarsi agli altri si potrà capire di più, non siate precipitosi. Per favore...

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