-Sproloqui semiosici-

21/02/2006

Tags o dell'irriducibilità della lingua

Interessante discussione sui risultati e sulle prospettive future del sistema delle tag. Via Kurai segnalo il post di Emanuele Quintarelli che propone un nuovo sistema di classificazione che  parta da alcune macroaree e sia poi gestito dai singoli utenti secondo un sistema derivato dal linking del modello wiki.

Tutto questo al fine di migliorare i risultati delle ricerche che sono sempre meno indirizzati proprio per via del recente successo del tagging stesso.
Invece di lasciare la scelta della parole chiave in base alla semplice costruzione mentale di chi ha costruito il posto si partirebbe piuttosto da poche macroaree per seguire poi una navigazione interna individuale e decisa dal basso, dagli utenti. Le parole con significati plurimi sarebbero presenti in più punti di questa struttura gerarchica, permettendo quindi la creazione di una strutturazione voluta e creata dagli utenti stessi nel corso della loro navigazione.

Alcuni appunti alla proposta:

  • Il nuovo sistema richiede uno sforzo intellettivo maggiore rispetto al precedente. Se proprio la semplicità estrema è alla base del successo delle tag attuali, quale potrebbe essere il futuro di una innovazione come questa? Quale percentuale degli utenti potrebbe parteciparvi? E soprattutto, quali potrebbero essere gli accorgimenti per rendere l'utilizzo il più semplice possibile?
  • Come gestire ed organizzare lo spostamento delle tag da parte degli utenti? Per riprendere un esempio usato nel post di partenza da Emanuele, come sapere se la Venezia di cui si parla è la città italiana, quella negli Usa oppure se ci si riferiva solamente al vecchio videogioco online? Come sapere più che altro che qualcuno non abbia arbitrariamente inteso la parola in un senso non utilizzato dai più? E in base a cosa sostenere che questo non sia corretto all'interno di una lingua in continua mutazione? Lo spostamento o la copia delle tag, non rischiano a lungo andare di rendere di nuovo la navigazione difficoltosa, soprattutto quando si andrà a parlare di argomenti controversi o ambigui?
  • Una terza osservazione, prettamente di stampo semiotico. Come gestire la conoscenza a livello linguistico quando non è possibile un'effettiva traduttibilità dei significati? Mi spiego meglio: da una lingua all'altra non esiste possibilità di traduttibilità piena perchè le lingue segmentano il reale in maniera arbitraria, mettendo in relazione dei segni convenzionali con dei significati sociali determinati da un'epoca e da una cultura. La proposta di Emanuele si sviluppa a livello esclusivamente linguistico, ma non conta il fattore linguistico della rete. Essa ha infatti una lingua dominante, l'inglese e ovviamente le tag che finirebbero per avere maggiore rilevanza, sarebbero quelle di questo sistema. Ma non essendo questo un sistema compatibile in toto con la nostra lingua ad esempio, non rischieremmo di avere il sistema stesso falsato per gli utenti italiani del web?  Una segmentazione separata non convince perchè sarebbe una ghettizzazione e una limitazione della conoscenza ai soli parlanti una determinata lingua, ma un sistema come quello sopra proposto produrrebbe una gerarchia non compatibile con le nostre categorie. Dato che questa è una differenza irriducibile delle lingue, come cercare di procedere per minimizzare l'effetto?
L'idea resta comunque molto interessante e meritevole di essere sviluppata.

02/02/2006

Innominiamolo

Riporto via Il vento e l'anima un ragionamento di Marco Grollo che condivido praticamente in pieno nei suoi aspetti teorici e che già avevo proposto in passato all'interno della mia realtà locale.

In Italia non ci sono seri esperti di media direttamente implicati nella preparazione delle campagne elettorali.
Inoltre il nostro sistema mediale è fortemente manipolabile e gestibile per via della struttura attraverso la quale si è costituito.
Per procedere ad una valida campagna elettorale bisogna quindi saperlo gestire nel migliore dei modi.
Il problema sorge quando una delle due parti che saranno in competizione alle prossime elezioni non ha i mezzi per competere sullo stesso campo dei propri avversari e, nonostante questo, non cerca di spostare lo scontro su un terreno a lei più favorevole.

Io sono in Francia, non so quale sia il risultato e la veemenza con cui il Presidente del consiglio si sta proponendo in televisione e non posso quindi esprimere giudizi mirati. Ma resto dell'idea che non potendo gareggiare con lui sul piano televisivo sia necessario un netto cambiamento di rotta puntando su un mix mediatico differente.

La necessità di rompere gli schemi del solito vittimismo e di mostrare una propria costruttività, anche aggressiva, è più che evidente.
Il primo punto è sicuramente fare rispettare rigidamente la legge sulla par condicio fino al punto di spiazzare l'avversario costringendolo a rinunciare alle sue apparizioni come suggerische Grollo.
Le elezioni, come sempre negli ultimi anni, si giocheranno sugli indecisi.
Il cercare dei sistemi di comunicazione mirata nei loro confronti insieme al blocco della tradizionale comunicazione utilizzata dal centro-destra dal 1994 ad oggi è l'unica soluzione che il tempo da qui ad aprile ci consente.
Non sfruttare l'occasione come già fatto in passato sarebbe un ulteriore grave errore.
Cominciamo tutti quanti a non utilizzare più il solito nome e a rompere l'attenzione wyldiana da cui è circondato. Passiamo di nuovo a mettere al centro le idee e i progetti perchè noi il ridicolo istrione di turno non l'abbiamo e non lo vogliamo. Rendiamo le nostre mancanze audiovisive dei punti di forza di un programma d'informazione. Facciamo insomma il nostro gioco. Senza aspettare che ci cada dall'alto, che ci giunga da chissà quale delle divisioni interne del centro-sinistra che ci ritroviamo.

Ormai abbiamo tutti scordato che la politica siamo noi. Se c'è un momento buono per manifestare un po' di indipendenza, beh, il momento è questo.
La rete ad esempio, al di là delle dichiarazioni di circostanza, è un'opportunità che ancora gli stessi internauti non si sono decisi a sfruttare.
Cominciamo a fare girare questo messaggio e a comportarci di conseguenza.

Da cittadini seri e non da monomaniaci da telecomando.

scritto da: Fasttrack alle ore 00:21 | link | commenti (6)
categorie: politica, media, televisione, proposte, comunicazione di massa

Cose a caso: molto affascinanti (Forse).

Chi sono

Utente: Fasttrack
Nome: Simone Morgagni
Odio scrivere in quattro righe chi sono, come se gli esseri umani e le passioni fossero fatte per essere rinchiuse tra le sbarre di un linguaggio. So così poco di me che non pretenderete mica venga anche a dirvelo senza pensarci, no? Con il dialogo, il dedicarsi agli altri si potrà capire di più, non siate precipitosi. Per favore...

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