-Sproloqui semiosici-

09/03/2006

La scoperta della soggettività

Il mix di mezzi di comunicazione che utilizzo per informarmi non è tradizionale, soprattutto da quando vivo fuori d'Italia.

Leggo la versione online della Repubblica, del Guardian, di LeMonde. Spulcio Ansa e AFP. Sarà lo studio della materia, ma dell'informazione e della comunicazione preferisco la varietà e, quando possibile le fonti, non le interpretazioni. Quando ero in Italia compravo anche Repubblica e guardavo un minimo di televisione, qualche volta. Ora non più, l'ho abbandonata nella camera dei miei coinquilini e l'ho fatto con molto poco sforzo.

Non ho mai amato troppo il Corriere della Sera, troppo grande, una grafica troppo tradizionale e pesante per sostenerla durante il viaggio in treno per andare in università. Ho sempre letto e recuperato solo quegli articoli di cui venivo a conoscenza e di cui sospettavo il valore (meccanismi di fiducia strani a spiegarsi).

Leggo d'altronde, in questi ultimi due giorni, di ogni tipo di reazione riguardo l'editoriale di Mieli in cui il direttore del Corsera auspica una vittoria elettorale del Centro-Sinistra alle prossime elezioni politiche. Non capisco lo scandalo.

Comprendo come sia un qualcosa di inedito in Italia, ma succede in tutto il mondo che una testata, degli editorialisti, dei direttori, si schierino pubblicamente per l'una o per l'altra parte. Questo è anche un gesto che dovrebbe essere apprezzato, perchè sostenersi imparziali e comportarsi ad esempio come Emilio Fede credo dovrebbe essere sanzionato dalla legge; è una chiara menzogna. Soprassediamo tutti solo perchè nel caso specifico nessuno di noi è così sciocco da credere a quanto viene detto, la differenza tra l'informazione e lo spettacolo sappiamo ancora vederla.

Questo gesto, dicevo, dovrebbe essere apprezzato perchè permette al cittadino medio di leggere meglio l'informazione. Sapendo da che parte pende chi scrive, automaticamente ci comportiamo di conseguenza, dando al tutto un valore un poco diverso.

Quello che tuttavia mi stupisce davvero è il gridare allo scandalo, il non comprendere, il vedere le proprie certezze infrante perchè il povero Corriere, che è sempre stato imparziale, ora è comunista pure lui...
Discorsi come questi, che spuntano come funghi in queste ore, sono solo l'ultimo esempio di un'ignoranza in materia così ancorata nel nostro paese da fare rabbrividire.

Qualunque, e dico QUALUNQUE giornale, telegiornale, pubblicità, carta di gomma da masticare, quello che volete, prodotta da qualcuno, è un veicolo di valori; quelli del produttore.
Un giornale quindi non può essere imparziale, è sempre il risultato di una enorme serie di mediazioni redazionali, personali, contingenti, politiche, climatiche e chi più ne ha più ne metta.

Il discorso è allargabile a tutte le forme di comunicazione, non esclusi i blog. E' questo un fenomeno vecchio e conosciuto dai ricercatori della materia. Agenda Setting si chiama e per chi fosse interessato, un breve riassunto è disponibile Qui.

Detto questo per i più disperati, i più scandalizzati, diciamo come stanno le cose:
Il Corsera è un giornale tendenzialmente di centro, liberale, abbastanza conservatore. Non si è mosso da questa posizione neppure ora. Semplicemente, a mio avviso, questo coming out del direttore sta a significare che il governo attuale ha deluso. Ha deluso le aspettative di una parte d'opinione che avrebbe potuto (forse lo ha fatto) sostenerlo. Questo articolo a me continua a sembrare lo sfogo di un liberale che deluso dal polo che avrebbe dovuto rappresentarlo, preferisce cercare un punto di approdo sulla sponda opposta, anche se più lontana. Per non cambiare il proprio modo di essere, per sostenere la propria indipendenza.

Se fossi di sinistra non starei troppo a gioire, se fossi di destra prenderei un attimo di tempo a riflettere invece di boicottare, invece di sbraitare. Che se tutti i poteri forti che tacevano o sostenevano la cdl alle ultime elezioni (perchè sì, lo facevano, la Confcommercio, Confindustria, etc...) ora si schierano dal lato opposto, forse non è questione di comunismo o di dittatura,  ma di una parola molto più difficile da pronunciare,
che si chiama delusione

28/02/2006

Programmi a confronto. L'Università, la ricerca


Update 19.23: Il riassunto è ora disponibile qui in formato pdf. Potete stamparlo e leggerlo quando vorrete. Ringrazio intanto Francesco che riassumerà una seconda parte del programma: "fuori dalla crisi per una nuova crescita". Gli altri sono ancora tutti in attesa. Se qualcuno avesse voglia e tempo è il benvenuto.



Ecco qua.


La parte del programma dell'Unione su università e ricerca per le prossime elezioni è stata ridotta a circa un decimo della sua dimensione originaria. Ho cercato di mantenerne, per quanto possibile, spirito e contenuti. Ovviamente se qualcosa non vi torna potete sempre controllare sull'originale. Ogni errore, dal più profondo e filosofico dei contenuti alla più bassa forma grammaticale, me lo accollo io.

Spero sia più leggibile e schematico di prima, spero non si sia perso il senso di quanto scritto.

Lo metto a confronto con il programma sullo stesso tema della Casa delle Libertà. Ognuno di voi può trarne le conclusioni che ritiene più opportuno. Io posterò le mie appena avrò un briciolo in più di tempo.

Ogni commento, consiglio, suggerimento o modifica, sono sempre bene accetti.


Università e ricerca 2006-2011, il programma dell’Unione

  • Aumentare e qualificare decisamente la spesa per l’università e per la ricerca adeguando le infrastrutture alle esigenze della ricerca stessa
  • Dare spazio ai giovani nell’università e nella ricerca con stabilità e libertà invece che penare in posizioni incerte e subalterne
  • Valutare e promuovere il talento negli studi, nella ricerca, nelle carriere superando consuetudini sociali negative
  • Sostenere l’innovazione istituzionale del sistema
  • Stimolare l’interazione pubblico/privato attraverso strutture di ricerca legate alle imprese


Didattica universitaria:  

  • Bilancio critico della riforma didattica per un processo di autocorrezione dove emergono problemi e criticità
  • La laurea di primo livello deve garantire una buona occupabilità pur tenendo presente che per le competenze professionali più specialistiche si deve ricorrere ai titoli di secondo livello, compresi i master.
  • Migliorare l’articolazione dei due cicli anche rinunciando a rigide scansioni temporali a favore di forme più flessibili
  • Stabilire un numero minimo di docenti stabili per ciascun corso di studi
  • Rilanciare il dottorato di ricerca come terzo ciclo della formazione superiore, valutandone i requisiti minimi di qualità ed incentivando l’impiegabilità, anche con incentivi fiscali per i datori di lavoro, dei dottori di ricerca

 

Diritto allo studio:

  • Consultazione generale di tutti gli studenti e le studentesse delle università, una conferenza nazionale sulla condizione studentesca da cui ripartire per un “patto” con gli studenti,
  • Le borse di studio dovranno essere garantite a tutti coloro che ne hanno diritto adeguando i finanziamenti; creazione di un sistema nazionale di borse di studio per rendere uniformi le possibilità
  • Uniformità nazionale dei servizi minimi erogati dalle università
  • Incentivare la mobilità studentesca nazionale e internazionale

 

Reclutamento e carriera di docenti e ricercatori: 

  • Garantire un costante flusso d’immissione nelle università e negli enti di ricerca di giovani qualificati, varando immediatamente un piano pluriennale d’assunzioni a tempo indeterminato, definendo modalità di selezione rigorosamente basate sui meriti scientifici
  • Trasformare il ruolo degli attuali ricercatori universitari in “terza fascia” docente;
  • Garantire le necessarie coperture previdenziali ed assistenziali ai titolari di contratti post-dottorato o di forme diverse di contratti a tempo determinato presso università ed enti di ricerca;
  • Garantire standard internazionali di merito e di trasparenza dei processi selettivi

 

Sul piano degli investimenti necessari al sistema università – enti di ricerca – ricerca industriale, occorre varare un piano d’incremento, che comprenda ANCHE le risorse umane, e che permetta di raggiungere, entro la fine della legislatura, l’attuale media europea, pari al 2% del PIL.

 

Università e ricerca 2006-2001, il programma della Casa delle libertà

  • Libera trasformabilità delle Università in Fondazioni, in modo da aprire le università italiane ai contributi della società civile, al mercato, all’estero.
  • Incremento degli investimenti pubblici in ricerca pubblica e privata.
  • Importazione tale e quale dalla Francia in Italia dei 4 “fondi di fondi” per finanziare gli investimenti in ricerca.
  • Raddoppio della detassazione degli utili se reinvestiti in ricerca ed innovazione tecnologica.


27/02/2006

Una mano agli incapaci. La lettura del programma

Leggete il nostro programma, ci teniamo, scaricatelo dal nostro sito, ci teniamo, caipite le nostre idee, ci teniamo, dicono.

Mai nessuno leggerà mai spontaneamente il programma elettorale dell’Unione. 270 pagine lette a Pc ammazzano direttamente e stamparle significa ipotecare la casa per il toner della stampante. Consideriamo inoltre come nessuno di noi abbia il tempo materiale per leggere tutto quanto e spenderci anche un attimo per riflettere su quanto appena passato sotto gli occhi.

Diverso, ovviamente, il modo in cui il programmino della Cdl è stato presentato: una decina di punti, una ventina di pagine limitate a intenzioni generali e proposte di buona volontà (con qualche dimenticanza evidente tipo…la lotta alla mafia ad esempio!)

Quindi, non volendo un altro quinquennio come l’ultimo per via di una inconciliabile differenza di a-valori che accompagnano questo governo, non so se come premessa o conseguenza, mi ritrovo a sostenere, con una non eccessiva dose di convinzione la parte avversa. Purtroppo la parte avversa non sa parlare. Non con noi almeno.

Quindi lancio una richiesta agli uomini di buona volontà con un briciolo di tempo libero.

Oggi andrò in facoltà a studiare, mi porterò dietro la parte di programma dell’Unione che parla della ricerca e dell’università (quella che forse mi interessa o che conosco di più). Domani al più tardi ne posterò un riassunto e la metterò al confronto con quello che dice la Cdl sullo stesso tema. Ne trarrò anche qualche rapida conclusione.

Chi volesse ovviamente potrà leggersi il post (cercherò di fare in modo che non vi prenda più di dieci minuti del vostro tempo).

Esorto tutti quanti insomma a prendere una piccola parte del programma dell’Unione e a farne dei piccoli box riassuntivi da legare in rete tramite una rete di link (mi propongo di tenerla aggiornata su questo blog in maniera da rendere il tutto più funzionale) per permettere di capire cosa sia realmente l’alternativa al governo attuale.


Inoltre se aveste anche una fervida fantasia perché non creare qualche slogan più breve, qualche frase ad effetto, insomma, un embrione di campagna personalizzata da contrapporre alle faccione sorridenti dei manifestini elettorali 6x3.

Dato che nessuno se ne cura, lasciamo la faccia a chi sorride dall’alto, ma mettiamogli in bocca le nostre idee.
Delle differenze bisogna saper fare a volte un punto di forza e non uno di debolezza e, se le idee ci sono, non capisco perché dobbiamo renderle ad ogni costo incomprensibili.

Spero questa comunicazione possa girare il più possibile e spero di avere presto un programma di governo leggibile, perché io non ho avuto davvero il coraggio di sfogliarlo pagina dopo pagina.

A domani per sapere cosa l'Unione propone in tema di ricerca e università.


Cose a caso: molto affascinanti (Forse).

Chi sono

Utente: Fasttrack
Nome: Simone Morgagni
Odio scrivere in quattro righe chi sono, come se gli esseri umani e le passioni fossero fatte per essere rinchiuse tra le sbarre di un linguaggio. So così poco di me che non pretenderete mica venga anche a dirvelo senza pensarci, no? Con il dialogo, il dedicarsi agli altri si potrà capire di più, non siate precipitosi. Per favore...

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