Metà giornata allo studio, metà al mare.
La società digitale, il libro di Granieri appena uscito, l'ho letto tra venerdì e ieri mattina, vi ho trovato una buona lista di cose ccon le quali sono d'accordo, un'altra buona serie di ipotesi condivisibili, ma anche alcune lacune molto pesanti dal mio punto di vista.
Tra domani e mercoledì mi esprimerò in maniera ragionata e puntuale, ma intanto giusto un breve appunto: in questo idilliaco quadro di società digitale, dove finisce l'esclusione?
Buona domenica sera, buona partita per chi la guarda e quant'altro di rito la domenica pomeriggio...
Oggi dovrei passare la giornata a leggere Dell'imperfezione di A.J. Greimas, libro che considero l'inizio dell'ultima rivoluzione concettuale in semiotica e all'interno della quale mi sono addentrato solo negli ultimi mesi.
Contando il suo essere costituito da analisi e il suo limitarsi ad un numero di pagine abbastanza ristretto conto anche di procedere nella lettura del libro di Bertrand, che apprezzo maggiormente pagina dopo pagina per il suo cauto modo di procedere e per l'onestà intellettuale che traspare da ogni riga che scrive.
Dovrei anche uscire, se trovo il tempo, per andare a ritirare La società digitale di Giuseppe Granieri, appena uscito e su cui non nascondo più di un minimo di curiosità. Ovviamente dirò qualcosa di più nei prossimi giorni.
A puro titolo informativo avverto che lunedì e martedì prossimi sarò in quel di Bologna per scartoffie burocratiche di vario genere e per due appuntamenti, nessuno dica che non sa dove e quando cercarmi ora!
Aggiornamento geopolitico negli ultimi due giorni. Vengo infatti dalla lettura dei numeri 3 e 4 di Limes arrivati qui durante gli ultimi mesi del mio soggiorno parigino. Il primo dedicato alla situazione africana e il secondo agli imperi marittimi. Una ventata di idee un po' pi larghe delle scenario in cui mi trovo attualmente.
Leggendoli mi sono reso conto di quanto vivere in una città di grandi dimensioni e al contempo capitale di una nazione, fornisca informazione quasi per osmosi. Tutti gli articoli sulla situazione post coloniale, su quanto accade in Ciad, in Sierra leone erano cose che avevo già avuto sotto mano, senza neppure ricordare quando e dove. Insomma un'altra piccola, provvisoria ventata di nostalgia.
Lunedì e martedì sarò a Bologna per cercare di dare un ordine alla burocratica fine di questo Erasmus. Spero presto compaiano i voti sul mio curriculum accademico, sì da poter preparare le domande di ammissione per la specialistica. Vorrei avere qualche riscontro prima di mettermi a pensare seriamente a cosa voglio fare da ottobre prossimo.
Sarà anche il caso di mettersi seriamente a lavorare, ho tanta di quella roba da leggere che non so neppure quando potrei metterci e da oggi non ho più scuse, anche l'ultimo dei mie pacchi di libri spediti da casa sono arrivati fino qui. Il materiale ora c'è, il resto devo trovarlo da qualche parte.
Ultime note:
Buona giornata a tutti...
Mi manca una stanza in cui lavorare qui in casa, in cui tenere tutta la mia intellettuale voglia di essere sommerso dai libri e dalla cartaccia su cui sto lavorando, ma non per questo ho una scusa per evitare di farlo.
Prendo quindi in mano il Précis de sémiotique litteraire di Denis Bertrand, che ho quest’anno avuto il piacere di conoscere, e riprendo la parte di semiotica passionale per la tesi. La giornata dovrebbe essere tranquilla con magari una uscita verso sera. Mi andrebbe di passare la giornata a Beaubourg, ma prendere un aereo solo per andare in biblioteca dicono non sia molto comodo. Mi sa che resterò a casa alla fine.
Veloce commento di politica italiana. Personalmente apprezzo abbastanza i contenuti del decreto Bersani, ed anche i modi lo ammetto. Capisco bene come il decreto legge sia un metodo legislativo che non spinge al dialogo e al confronto, ma in questo caso penso che il fine principale fosse quello di dare un segnale rapido, di rompere con la linea seguita in precedenza, e quindi questo tipo di azione mi pare estremamente adatto allo scopo.
Ovvia e attesa oggi è scoppiata la protesta dei tassisti, così poveri e mal pagati in Italia rispetto al resto del mondo (non cogliervi ironia sarebbe un reato). Che fare? Beh, ovvio che a toccare dei privilegi si mostra sempre il fianco a rappresaglie da parte di chi li perde, ma cedere sarebbe oltremodo negativo. Bisogna piuttosto passare ora a colpire rapidamente anche le categorie che sono rimaste escluse da questo primo giro di liberalizzazioni, giornalisti in primis. Non credo che un risarcimento sia necessario per chi, già prima, godeva di benefici che non avrebbe dovuto avere. Forse meriterebbe qualcosa chi era appena entrato nella professione, ma giusto negli ultimi 12 mesi magari, non oltre.
E se gli scioperi e i blocchi continuano e i poveri passeggeri non sanno come fare a lasciare gli aeroporti cosa facciamo? Beh, aumentiamo rapidamente gli autobus e i treni. Inquiniamo meno, facciamo risparmiare i passeggeri e capiamo che, come nel resto del mondo, i trasporti pubblici possono essere una valida alternativa all’auto. Che sia guidata da noi o abbia il suo chauffeur incluso.
La normalizzazione di un paese tesa tra fantasia e folklore come il nostro passa anche da qui.
Cose a caso: molto affascinanti (Forse).