-Sproloqui semiosici-

30/04/2006

Riprendere le fila...

L'università è ricominciata, il lascito di due mesi di protesta ant Cpe sono tanti, abbastanza almeno da scrivere due o tre saggi di sociologia sui giovani di oggi, sullo sviluppo di questa protesta (semi)-vittoriosa, sulle differenze che ci sono tra l'Italia e questo paese.

Potrei dire del cambio di governo in casa, di tutti i problemi che ci risparmiamo grazie a questo, e tutti quelli che invece si creeranno.

Potrei parlare dei corsi, delle tesine che sto preparando, parlare dell'economia del cinema francese, della comunicazione politica dell'ormai ex capo del governo, della mia tesi in fase di decollo. Di quei tre esami soli che mancano all'appellativo di dottore.

Potrei parlare di tutto quello che ho letto/visto/sentito in rete nel corso dell'ultimo mese e su cui non so mai essere d'accordo del tutto. Potrei parlare di questa scienza del senso comune che credo stia nascendo coi blog e di come sia difficile sostenere posizioni scientificamente valide e creare del dialogo veramente produttivo. Potrei farlo senza nascondere ora un po' di disillusione  che ho di fronte a questo mezzo di comunicazione.

Ma non è questo il giorno. Riprendere le fila vuole dire per me riannodare poco a poco i vecchi fili consunti e imparare a tracciare una via nuova dopo l'esaurimento della vecchia. E ci vuole del tempo, per non compiere scelte che  si rivelino sbagliate dopo pochi passi, per  la volontà inestinta di non lasciare il punto in cui ci siamo fermati. Che quell'obbiettivo che ci eravamo posti, quel sorriso che sapeva bastare ormai non sono più e rifarsi da capo come ogni volta richiede un'attenzione costante, come a riconoscere da pochi segni il sentiero buono e incamminarsi e farsi spazio.

Chiedo scusa fin d'ora per l'ultima frase e quella malaparafrasi di uno dei più bei libri della letteratura italiana. Ma sono convinto che Calvino saprà, un giorno,  perdonarmi.

Buona domenica

scritto da: Fasttrack alle ore 16:23 | link | commenti
categorie: blog
03/04/2006

Notturna parigina...

Ho, purtroppo, la consapevolezza di essermi perso la più divertente manifestazione di questa primavera parigina nella notte tra venerdì e sabato. Traduco un articolo apparso su LeMonde del fine settimana perchè, davvero, è troppo divertente questa volta.
Ovviamente mantengo una ferma condanna delle violenze di ogni parte, ma sembra davvero troppo un film "Improbabile" il racconto di questa notte!


A Parigi, una gioiosa "passeggiata politica" notturna

Per sette ore, si son sentiti rivoluzionari, esplorando il pavé parigino in una manifestazione spontanea, goiosa, qualche volta stravagante, contro l'annuncio della promulgazione della legge sul Cpe da Jaques Chirac. Partiti in poche centinaia da Bastille, si sono ritrovati in 4 o 5000 à giocare al gatto e al topo con le forze dell'ordine, a cantare, a ballare, a urlare slogan anti-Cpe durante la notte tra il 31 marzo e il 1 aprile.
Appena terminato l'intervento del capo di stato si erano udite delle girda "Tutti all'Eysée!" e il corteo si era messo in marcia sulle 20.30, con la speranza di raggiungere il palazzo del presidente. "La strada è nostra" scherzava una studentessa. Ma lo slancio rivoluzionario non poteva grandi cose contro i cordoni della gerndarmerie, che bloccavano l'accesso al quartiere presidenziale, e i manifestanti si sono spostati tra una riva e l'altra della Senna, attraverso una marcia di più di 25 km.
Un ambiente gioioso, con musica, bottiglie di birra e tanto vino, si sono avvicinati a luoghi simbolo: l'Assemblée Nationale, sulla quale dozzine di essi hanno urinato in segno di protesta contro questo sistema politico; il Sénat, dove una porta è stata simbolicamente e violentemente abbattuta; la Sorbonne, sempre protetta da barriere antisommossa, dove sporadici scontri hanno avuto luogo, con qualche lancio di pietre e una spruzzata di lacrimogeni, il palazzodi giustizia davantio al quale è stato intonato il tradizionale "Liberate i nostri compagni".
Dopo le sedi di queste istituzioni, ci voleva un simbolo in più. E la manifestazione, con tutti i suoi partecipanti della sinistra radicale, studenti, sindacalisti e quant'altro, si è diretta verso la collina di Montmatre, fulcro della "Commune de Paris", la rivolta popolare sciacciata nel sangue nel 1871. Con tranquillità, dopo aver eretto una barricata sulle scale, urlando "Parigi in piedi, risvegliati!, i manifestanti hanno scalato la collina. Attorno ad un fuoco improvvisato acceso davanti al Sacré-coeur hanno intonato l'Internazionale. Alcuni anarhici hanno scritto "Vive la Commune" sulla facciata della chiesa.
La politica non impediva l'umorismo. Al primo piano di un sexy-shop in rue de Clichy le ragazze guardavano la causa di tanto rumore. Solidale con le precarie del sesso la folla ha intonato "Ragazze con noi, ne abbiamo abbastanza di farci inculare!". Davanti l'Opéra, la folla ha cantato "Pinguini, con noi!" in direzione degli invitati ben vestiti che uscivano. Più tardi, quando alcuni casseurs prendevano di mira un McDonald's, alcuni manifestanti hanno urlato: "E uno, e due, e tre mesi chiusi".
I casseurs, giustamente, si sono relativamente ben contenuti fino alle tre del mattino, quando scontri più seri sono scoppiati tra nono e decimo arrondissement davanti all'ufficio di Pierre Lellouche, deputato Ump, infine saccheggiato.
Le forze dell'ordine hanno disperso gli ultimi irriducibili verso le quattro del mattino. Senza mezze misure i giovani portati in questura, una quindicina, sono stati violentemente presi a manganellate, compresi coloro che si trovavano a terra.

scritto da: Fasttrack alle ore 13:52 | link | commenti (1)
categorie: parigi, francia, università, proteste studentesche, sorbonne
01/04/2006

Chirac assediato

Il consiglio costituzionale ha ritenuto che la legge inglobante il Cpe non violi la costituzione, la palla è quindi passata a Chirac, che ieri in serata, pur suggerendo due modifiche al parlamento (riduzione da due a un anno del periodo di licenziamento libero e spiegazione al giovane del perchè del suo licenziamento). La legge quindi verrà promulgata e le proteste sono ripartite di conseguenza.

Già giovedì pomeriggio qui a Paris gli studenti avevano occupato per due ore i binari della gare de Lyon e bloccato per una mezz'ora il Periferique nord. Altre azioni simili erano state compiute nel resto della Francia.

Ieri, in serata, mentre Chirac parlava in televisione alcune manifestazioni spontanee si sono dirette da Bastille alla volta dell'Elysée, circondato e presidiato da un robustissimo cordone di polizia. L'intera linea 1 del métro è stata chiusa su ordine della prefettura per impedire l'avvicinamento degli studenti. In serata poi i cortei sono stati fatti deviare da robusti cordoni di forze dell'ordine e hanno ripiegato sul quartiere latino, dove si sono sciolti in tarda serata. Nessuna notizia di scontri o incidenti.

Impressione difficile da smentire di un governo assediato nei suoi palazzi, circondato da griglie in metallo e da un impressionante cordone di polizia che stonava abbastanza in mezzo ai turisti che passeggiavano per le vetrine degli Champs Elysées...

Si preannuncia una forte mobilitazione per martedì 4, nel frattanto continuerà questa nuova strategia dei blocchi improvvisi delle arterie di comunicazione, per non far calare l'attenzione dell'opinione pubblica e per evitare, data l'imprevedibilità e la velocità, l'intervento dei casseurs che hanno accompagnato i cortei delle ultime settimane.

scritto da: Fasttrack alle ore 09:59 | link | commenti
categorie: parigi, francia, università, proteste studentesche

Cose a caso: molto affascinanti (Forse).

Chi sono

Utente: Fasttrack
Nome: Simone Morgagni
Odio scrivere in quattro righe chi sono, come se gli esseri umani e le passioni fossero fatte per essere rinchiuse tra le sbarre di un linguaggio. So così poco di me che non pretenderete mica venga anche a dirvelo senza pensarci, no? Con il dialogo, il dedicarsi agli altri si potrà capire di più, non siate precipitosi. Per favore...

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